Itinerario per scoprire il Dio che ci chiama alla relazione con Lui
Due ragazzi raccontano la loro esperienza
Dal 30 ottobre al 2 novembre circa 100 ragazzi hanno partecipato al ritiro "Nella tua storia il dono".
Ci troviamo a Greccio, nella valle reatina, dove ormai quasi 800 anni fa, Francesco d'Assisi, in un Natale che sembrava essere come tutti gli altri riportò nel cuore di tutti il vero significato del Natale rappresentando per la prima volta nella storia Dio che si fa uomo: nasceva il presepe. Proprio in questa lettura del Natale come incarnazione di Dio, questi ragazzi, noi ragazzi, abbiamo vissuto questa esperienza.
Ad essere curioso non è stato solo il nome, ma anche la figura, il simbolo che il volantino aveva, ovvero una castagna che usciva fuori dal guscio: rimettendo insieme la figura del presepe con questa castagna dentro il riccio abbiamo cercato Dio che entra nella nostra storia, Dio che entra nella nostra quotidianità e che ci fa aprire gli occhi mostrandoci il cammino da seguire, aiutandoci a cercare la nostra felicità. Inoltre è stato molto bello confrontarsi con le nostre esperienze, dalle più simili alle più diverse, dalla Lombardia alla Sicilia insomma. Dopo cena c'era, come dire, l'altro 50% dell'esperienza, vivere insieme la gioia di Gesù, con canti, balli e tanta confusione e dopo 3 catechesi ci voleva e come! E' stato molto bello, durante i momenti di deserto, riflettere su come Dio entra nella nostra storia, si fa piccolo per noi e proprio lì, nel momento in cui si dubita di più della sua esistenza, come un prodigio avviene l'incontro con Gesù che ci cambia la vita, che ci propone una via nuova, alla ricerca della felicità. Emozionante è stata la condivisione nei gruppi delle nostre storie, di come ognuno di noi ha incontrato Gesù e ha capito di volerlo con sé ogni giorno nella sua vita. Ancora più interessante è stato scoprire come Dio ci parla tramite la Parola e come anche con brani che abbiamo sentito e risentito decine di volte, Dio ci parla ogni volta in modo diverso, come quella Parola ci dice qualcosa “in quel momento”.
Dopo la S. Messa celebrata nel santuario, ognuno di noi ha preso la strada di ritorno per le proprie case...ed è lì che dovremmo ancora fare esperienza del dono nella nostra storia.
Riccardo
Mi sorprendo e ancora mi trema il cuore se ripenso a tutto quello che ho vissuto e a come è iniziata questa magnifica “avventura”…
Tutto è cominciato con una telefonata, con la quale, la cara Suor Lucia Maria, pur non avendo mie notizie da quasi un anno, ha voluto invitarmi a partecipare ad un incontro vocazionale organizzato dai Frati Minori d’Italia.
Poche sono state le informazioni che ho ricevuto, ma nel mio cuore sentivo di dover dire SI.
Penso che quando un invito viene da Dio è impossibile dire NO, e se sei chiamato ad andare in un posto o a fare qualcosa, non ci sarà niente e nessuno che potrà ostacolarti. Così è stato per me!
Alla notizia della mia partenza, molti amici mi hanno chiesto la ragione di questa scelta e cosa mi aspettavo accadesse nei giorni a venire. In verità non avevo risposte da dar loro! Neppure dopo il primo giorno a Greccio sapevo dare a me stessa una risposta.
Le attività freneticamente si susseguivano e io mi sentivo confusa, ma nello stesso tempo ero felice. Bombardata da tante novità e travolta da un’ondata d’Amore non capivo cosa mi stesse accadendo; poi ho smesso di farmi domande, ho lasciato che il mio cuore si sciogliesse dinanzi a tanto amore e…allora ho capito!
ERO IN QUEL POSTO PER RICORDARE, PER FARE MEMORIA DEL MIO PASSATO.
Così, ricostruendo i tasselli della mia storia, ho scoperto che la presenza di Dio è il vero Dono della mia vita e il mio compito è quello di percorrere la stessa via sulla quale il Signore mi viene incontro.
Dico questo perché ero arrivata al punto di non saper più dare una piega alla mia vita, mi ero letteralmente adagiata, senza prendere più nessuna posizione.
Non ero paragonabile né “alla barca che ormeggia a riva”, né “alla barca che prende il largo” (riferimento al Vangelo di Luca 5,1-11).
Sapevo che Gesù era accanto a me, sulla mia barca, e mi chiedeva il coraggio di allontanarci, ma un po’ per pigrizia e sicuramente per paura, mi rifiutavo di ascoltare.
A volte erroneamente pensiamo: “Cosa potrebbe esserci di più bello di quello che noi desideriamo per noi stessi?” Beh…Basta ripercorrere gli “eventi” della propria vita per rendersi conto che le volte in cui abbiamo detto SI e ci siamo fidati, poi non ci siamo mai pentiti, né mai siamo rimasti delusi. Questo è quanto posso dire per me stessa. Così ho compreso che erano i miei desideri che mi bloccavano dal fidarmi di Dio.
In questi giorni a Greccio, grazie all’aiuto di un gruppo di Frati prescelti, fra canti e catechesi, condivisioni e momenti di intensa preghiera, ho potuto sperimentare la gioia dello stupore di fronte al mistero di un Dio che si è fatto uomo per amore, e che l’umiltà e la “povertà” sono virtù essenziali per comprendere a pieno questo mistero.
Ho anche conosciuto il volto di un Padre misericordioso, infinitamente paziente e che mi Ama da sempre.
Perdonate la banalità, ma mi piace immaginarLo come Qualcuno che freme e sta lì ad aspettare che ritorni. Non forza la tua libertà e ti lascia libero di scegliere la strada da percorrere senza mai abbandonarti, soprattutto quando cadi, Lui è lì! Pronto a prenderti per mano!
Se hai bisogno del Suo aiuto, non devi cercare lontano e ti basta chiamare piano perché semplicemente è lì, accanto a te.
Ancora una volta il Signore mi ha cercata e, a Greccio, mi ha chiesto di avere fiducia in Lui e speranza nel futuro, in modo da portare avanti quel piccolo grande progetto che ha anche per me.
Ho ancora un po’ paura, ma voglio dire: “ Eccomi! Eccomi Padre! Sarò come Tu mi vuoi e andrò dove Tu mi vuoi e, guidata dal Tuo amore, svanirà questa paura!
Permettetemi ora di dire GRAZIE non solo a tutti quelli che hanno condiviso le loro esperienze con me, ma a coloro che hanno organizzato questo “speciale evento”, perché con il loro lavoro, le loro forze e il loro amore per Dio e gli altri (per NOI in questa circostanza) ci hanno dimostrato che non siamo soli e che l’incontro con Dio ti fa veramente risorgere a nuova vita.
Sono passati alcuni giorni dal mio rientro da Greccio, ma ancora, mentre cammino per le strade della mia città, vedo davanti ai miei occhi i volti di tutti i giovani che ho incontrato…e in loro, come nelle persone che mi affiancano quotidianamente, riconosco il volto di Dio.
Buon cammino a tutti
Con affetto…Mariella da Scafati (SA)